Zio Vanja


Lo zio Vanja è uno di quei testi che sconvolgono l'anima e risuonano nell'intimo.
Ogni personaggio ad un certo punto, dice tutta la "verità" su se stesso e quando non è lui a dirla, quella “verità” è pronunciata da un altro.
Ma i personaggi  in realtà non fanno quasi nulla:  prendono il the, bevono vodka, suonano la chitarra, parlano, dormono, mangiano. E quando fanno qualcosa, come Vanja con la rivoltella, sbagliano il bersaglio.
Tutti dicono ciò che pensano e sentono e quando non riescono a dirlo, fanno in modo che si capisca quello che provano. Ma questa onestà, questa delicata messa a nudo delle anime non li redime, non li salva, non cambia il loro destino. Una coscienza apparentemente inutile, disillusa. Non porta all’azione, ma non spiana la strada all'autoinganno. Segno forse di un tempo ed un’ epoca che cambia e che i  protagonisti del dramma registrano senza partecipare a quel cambio. [...]

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