I passeggeri

 

Quando sono rientrato, ho acceso le luci di tutte le stanze e mi sono piazzato davanti allo specchio.
Mi sono guardato fino a quando il mio viso è diventato sfuocato e irriconoscibile.

Come le montagne nere che ho attraversato in una notte d’inverno,
 come la stanza della fattoria diroccata dove mi sono svegliato una mattina,
come la fabbrica moderna dove lavoro da dieci anni,
come un paesaggio troppo visto che non si ha più voglia di guardare.

Agota Kristof

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